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Personaggi citati

Ulisse
Inf. XXVI, 62; (greci) Pg. IX, 39; Pg. XIX, 22

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Ulisse, figlio di Laerte e di Anticlea, era il re dell'isola di Itaca.
Non volendo partecipare alla guerra di Troia, per non lasciare senza difese il figlioletto Telemaco e la moglie Penelope, si finse pazzo e si diede a seminare sale sulla spiaggia.
Fu costretto, tuttavia, ad abbandonare la finzione quando gli fu posto il piccolo Telemaco davanti all'aratro con cui fendeva le dune.

Durante l'assedio di Troia, Ulisse, si distinse per il coraggio, ma soprattutto per l'astuzia, dono della dea Minerva. Fu proprio la sua geniale idea del cavallo di legno pieno di uomini in armi a volgere a favore dei Greci un assedio che sembrava non avere mai fine, ed il successivo trafugamento del Palladio, la statua che garantiva l'imprendibilità di Troia, assicurò ai Greci la vittoria. Già prima della guerra, inoltre, un suo inganno aveva consentito di smascherare Achille, nascosto in abiti femminili alla reggia di Sciro.

Omero, nell'Odissea, narra il suo viaggio di ritorno ad Itaca, la sua patria, che durò dieci anni e fu caratterizzato da esperienze ed incontri straordinari con popoli e divinità ostili.
La cultura del tempo di Dante ignorava la lingua greca. Dante, quindi, non poteva leggere l'Iliade e l'Odissea, ma la figura di Ulisse gli giungeva attraverso la grande fama di lui sopravvissuta nel Medioevo e gli si precisava attraverso notizie e cenni di scrittori latini per lui fondamentali, quali Virgilio, Cicerone, Seneca, Orazio.

vedi:

ULISSE e DIOMEDE Inf. XXVI, 56
Cerchio 8, bolgia 8, Consiglieri di frodi