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ARPIE Inf. XIII, 10
Cerchio 7 - girone 2 - Suicidi - guardiano

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Figlie di Taumante e dell'oceanina Elettra, le Arpie avevano volto di donna e corpo di uccello. Il loro nome significa "tempesta". Esiodo ne nomina due, Aello e Ocipete: la terza è Celeno.
Narra la leggenda che Giove si servì delle Arpie per punire Fineo, re della Tracia, per i suoi delitti.

Tuttavia Giasone, grato dell'ospitalità ricevuta presso Fineo, fece liberare la Tracia dalle Arpie e le relegò nelle isole Strofadi.
Nel terzo libro dell'Eneide Virgilio narra come le Arpie, lanciando stridule grida, imbrattarono le mense dei Troiani fuggitivi approdati nelle isole Strofadi, costringendoli a riprendere il mare. Dall'episodio virgiliano nasce l'appellativo "brutte" del v.10 da intendere come "sudicie".

Eneide III, 209-218
... Strofadi grecamente son dette
l'isole del grande Ionio, che la sinistra Celeno
abita e l'altre Arpie, dacchè fu lor chiusa la casa
di Fineo e atterrite lasciarono le tavole antiche.
Più tristo mostro di quelle non c'è, ne' peggiore
peste: e per l'ira divina dall'onde di Stige si alzarono.
Virginei volti su corpi d'uccelli, puzzolentissima
profluvie del ventre, adunchi artigli, pallida sempre
la faccia di fame.
Trad. Rosa Calzecchi Onesti