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Cerchio V

Palude Stigia
Inf. VII, 67-130; Inf. VIII, 1-66


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Guardiano: Flegias
Dannati: Iracondi
"l'anime di color cui vinse l'ira" (Inf. VII, 116)

Pena:
A. I "pronti all'ira", la cui ira è violenta ma di breve durata, sono impetuosi ma poco pericolosi, perchè non covano a lungo il loro sentimento.
Questi dannati, immersi nella palude Stigia, si colpiscono e si mordono ferocemente l'un l'altro.

Inf. VII, 109-114
... genti fangose in quel pantano,
ignude tutte, con sembiante offeso
(irato).
Queste si percotean non pur con mano,
ma con la testa e col petto e coi piedi,
troncandosi co' denti a brano a brano.


B. I "tristi", sono gli iracondi più pericolosi, perchè covano la loro ira a lungo, come un pensiero fisso e paralizzante che solo la vendetta può sciogliere: confitti nella melma, nascosti alla vista, con i loro sospiri e le loro parole fanno gorgogliare la superficie della palude.
Inf. VII, 118-119
... sotto l'acqua è gente che sospira,
e fanno pullular quest'acqua al summo.

Contrapasso: L'immersione nel fango è una pena non specifica per gli iracondi, ma comune ad altri dannati.
Specifica e precisa nel contrapasso è l'altra parte della pena: gli iracondi si accaniscono l'uno contro l'altro, ed anche contro se stessi, come hanno sempre fatto in vita.
Inf. VIII, 62-63
... e 'l fiorentino (Filippo Argenti) spirito bizzarro (iracondo)
in sè medesmo si volvea co' denti.

Personaggi: Filippo Argenti