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Personaggi citati

Paolo di Tarso
(Vas d'elezione) Inf. II, 28; (Paulo) Inf. II, 32;
(Paulo) Pd.XVIII, 132; (Polo) Pd.XVIII, 136;
(gran vasello / de lo Spirito Santo) Pd.XXI, 128

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Nato a Tarso, in Cilicia, nei primi anni dell'Era cristiana, Saul era un ebreo con cittadinanza romana. Fu educato, secondo la disciplina dei Farisei, nella rigorosa osservanza della legge mosaica e nello studio assiduo delle Scritture, fino a giungere alla carica di Dottore della Legge.
Tutta la sua formazione lo rendeva, dunque, ostile alla nascente comunità cristiana, di cui fu uno dei più accaniti persecutori.

Sulla via di Damasco, tuttavia, la sua vita cambiò radicalmente.

"Saulo frattanto, sempre fremente minaccia e strage contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme uomini e donne, seguaci della dottrina di Cristo, che avesse trovati. E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all'improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udì una voce che gli diceva: 'Saulo, Saulo perchè mi perseguiti?'. Rispose: 'Chi sei, o Signore?'. E la voce: 'Io sono Gesù, che tu perseguiti! Orsù alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare'. Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce ma non vedendo nessuno. Saulo si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla.". (Atti 9, 1-7)

Dopo questo evento, Paolo fu battezzato e sostituì Giuda nel numero degli Apostoli.
Le espressioni dantesche "Vas d'elezione" (Inf. II, 28) e "gran vasello / de lo Spirito Santo" (Pd. XXI, 128) fanno riferimento alla dichiarazione, seguita alla straordinaria conversione, che si legge negli Atti degli Apostoli: "Egli è per me uno strumento eletto per portare il mio nome dinanzi ai popoli" (Atti 9, 15).
Paolo intraprese così una serie di viaggi di evangelizzazione. Del viaggio in Grecia rimase memorabile il discorso tenuto nell'Areopago di Atene.
Egli si dedicò soprattutto, con la predicazione e con le opere, al problema aperto dei rapporti fra cristiani provenienti dal giudaismo e cristiani provenienti dal paganesimo, i Gentili, che rifiutavano di sottoporsi a norme appartenenti esclusivamente alla tradizione ebraica.
A Gerusalemme, Paolo subì un tentativo di linciaggio da parte delle frange estremiste dei giudei, ma fu salvato dal presidio romano che lo incarcerò e lo trasferì a Cesarea e, di lì, a Roma. Riconquistata la libertà, Paolo partì ancora per mete che non ci sono note, ma sei anni dopo l'apostolo era di nuovo a Roma e di nuovo in carcere. Dopo la flagellazione, Paolo fu decapitato e non crocifisso, poichè era cittadino romano, nel luogo oggi chiamato le "Tre Fontane", che la leggenda dice fossero miracolosamente zampillate nei tre punti in cui la testa mozzata dell'apostolo era rimbalzata sul terreno.