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Personaggi citati

Anchise
Inf. I, 74; Pd. XV, 25; Pd. XIX, 132

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Principe troiano figlio di Capi e di Temi, Anchise era parente del re di Troia, Priamo. Esiodo e Omero dicono che il monte Ida fu teatro del suo amore con Afrodite, da cui nacque Enea.
Nevio ed Ennio già parlano di lui nel loro poema sulle origini di Roma; Virgilio ne fa il simbolo delle tradizioni troiane.

Nella notte dell'incendio di Troia Anchise è deciso a non abbandonare la città ed a perire con essa. Solo un prodigio degli dei lo convince a lasciare la casa. Quando le navi di Enea sono già in mare e l'oracolo di Apollo a Delo ha decretato che i troiani debbano "cercare l'antica madre" tutti si rivolgono a lui, come al più saggio, per interpretare il vaticinio. Dapprima egli pensa che la terra da cercare sia Creta, poi interpreta un sogno di Enea, che indica l'Italia come la meta del viaggio.
Anchise muore a Drepano, in Sicilia, ma diventa per il figlio una sorta di nume tutelare, che in diverse occasioni appare ad Enea, predicendo gli avvenimenti futuri.