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Toro

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  • Pg. XXV, 1-3
    Ora era onde 'l salir non volea storpio (impedimento);
    chč il Sole avëa il cerchio di merigge
    (il meridiano)
    lasciato al Tauro e la notte a lo Scorpio ...

Primo dei segni di terra, il Toro č un gruppo di stelle che comprende le Ladi, le quali ne compongono la testa. Il resto del corpo, formato da stelle poco brillanti, passō forse inosservato anche agli antichi, tant'č che Omero, che pure conosceva e menzionava le Ladi e le Pleiadi, non parla affatto del Toro.
Furono i Babilonesi a distinguere per primi fra le stelle Gud, An, Na, "il toro celeste", con la sua stella principale sulla mascella, oggi nota come Aldebaran.
Nel VI secolo la costellazione sembra nota anche ai Greci, che ne parlavano a volte come di un maschio, a volte come di una femmina. Presso gli Egiziani, invece, era Api.

Nella stagione primaverile, la costellazione dell'Ariete raggiunge il meridiano celeste, il semicerchio massimo passante per i poli, quando il sole č al mezzogiorno. Poichč il passaggio del sole in una costellazione dura circa due ore, quando il Toro ha raggiunto il meridiano celeste sono circa le due del pomeriggio. Allo stesso modo la luna, a mezzanotte, si trova nella Bilancia ed alle due si č spostata nello Scorpione.

Le origini mitologiche del Toro sono da ricollegarsi al famoso ratto di Europa, secondo il quale la fanciulla giocava lungo la spiaggia fenicia di Sidone quando su di lei cadde lo sguardo di Zeus, che, per avvicinarla, si mutō in uno splendido toro bianco.
Europa, incuriosita, ne inghirlandō la testa e poi gli salė in groppa.

Fu allora che il toro si immerse nelle acque del mare. Veloce, solcando le acque giunse a Creta e quindi, nel suo aspetto umano, si unė alla fanciulla. Nacquero cosė Minosse, Sarpedone e Radamante, e poi Europa fu maritata da Zeus al re di Creta, Asterio.
A memoria del suo giovane amore Zeus pose il toro fra le costellazioni.