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Leone

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  • Pd. XXI, 13-15
    Noi sem levati al settimo splendore,
    che sotto 'l petto del Leone ardente
    raggia mo misto giù del suo valore.

Quella del Leone è una vasta costellazione, che comprende ben 60 gradi di longitudine.
I Babilonesi la chiamavano "UR-A" e gli Egizi già la osservavano nel Nuovo Regno (1580-1100 a.C.).
Di origine babilonese è il nome della stella principale della costellazione, che veniva chiamata "lugal", "il re", termine che gli astronomi greci tradussero in "basilìskos". I Latini usavano l'espressione "stella regia" ma il nome attuale, "Regulus", è noto solo da Copernico in poi.

Le origini mitologiche del Leone risalgono all'ultima delle fatiche di Ercole, la sua lotta con il leone di Nemea.
Invulnerabile ai colpi di clava ed alle frecce, la belva potè essere uccisa soltanto grazie ad uno stratagemma: Ercole riuscì a spingere il leone nella sua stessa tana, di cui aveva chiuso una delle uscite, e quindi lo stritolò.

Il vello del leone si rivelò indistruttibile e l'eroe, che voleva farsene un trofeo, dovette scuoiare la fiera con i suoi stessi artigli.
Zeus pose il Leone fra le costellazioni a perpetuare la memoria dell'impresa del figlio.